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LE NEWS DEL NON PROFIT DAL GIORNALE DI BRESCIA

Dal Giornale di Brescia del 05/05/2008

AIUTIAMOCI A VIVERE di Adalberto Migliorati

Perché adottare a distanza

Quattrocento bambini adottati a distanza, quattrocento sfide alla difficoltà di crescere in un Paese sottosviluppato, quattrocento (almeno) lettere che ogni anno partono dalla provincia di Brescia e raggiungono villaggi, borghi e favelas in ogni parte del mondo, dall’Uganda al Brasile, dal Kenya alla Romania.
Già, perché «tra la famiglia sostenitrice e il bambino si sviluppa un rapporto che si nutre innanzitutto di lettere e di fotografie» come spiega Gaia Ferrari, di Cellatica, che ha svolto un periodo di volontariato nella missione Avsi in Uganda. Uno dei suoi compiti consisteva proprio nella traduzione delle molte lettere che i sostenitori italiani inviavano ai bambini adottati a distanza.
Gaia Ferrari ha raccontato la sua esperienza all’Istituto Franciscanum di via Callegari, in città, partecipando all’incontro tra i sostenitori a distanza dell’Avsi, Associazione volontari per il servizio internazionale. L’Avsi è una ong legata alla rete non profit della Compagnia delle Opere, molto attiva nel campo della cooperazione allo sviluppo, molto stimata in Italia e all’estero; i suoi progetti sono finanziati tra l’altro dall’Unione europea, da varie agenzie delle Nazioni Unite e dal Governo Italiano.
Tra i progetti di Avsi ci sono appunto le adozioni a distanza; 35mila nel mondo in 33 diversi paesi. Quattrocento a Brescia. «Principalmente si tratta di bambini africani (Uganda), sudamericani (Brasile) e dell’Est Europeo (Romania)» spiega Francesco Bianchi, responsabile Avsi di Brescia. Il 20 aprile si è tenuta la prima assemblea dei sostenitori di Brescia e provincia a cui hanno partecipato un centinaio di famiglie che hanno avuto l’occasione di conoscersi tra loro e scambiare le proprie esperienze relativamente alla loro scelta di sostenere a distanza un bambino bisognoso. «Essendo il primo incontro, non sapevamo quale sarebbe stata la risposta. - spiega Bianchi - Siamo stati sorpresi dall’adesione: e molti che non potevano partecipare ci hanno telefonato per comunicare le ragioni dell’assenza».
L’incontro è stato anche l’occasione per conoscere meglio le varie attività caritative di Avsi, sia attraverso il filmato «I nostri bambini di valore» (dedicato alle missioni Avsi in Uganda, Kenya e Ruanda), sia attraverso la testimonianza di due volontarie che hanno trascorso periodi in luoghi di missione: Luisa Chiodaroli (milanese, dirigente d’azienda in pensione, ora volontaria alla sede Avsi di Milano) e la già citata Gaia Ferrari. Dalle loro testimonianze è emersa l’importanza del rapporto epistolare con il bambino adottato (può anche capitare - e capita - che un sostenitore vada a trovare il bambino nel suo paese) e la serietà dell’Avsi, che nel 2005 ha vinto a Milano l’Oscar di bilancio per il miglior rendiconto sociale di un ente non profit. Per fare un esempio, Avsi destina alla struttura interna solo il 6% dei fondi raccolti; il resto va ai progetti: in questo caso, ai bambini aiutati. L’incontro si è concluso con un rinfresco a base di torte fatte in casa e con una Messa nella Chiesa di S. Gaetano.
Chi fosse interessato ad approfondire modalità e contenuti dell’iniziativa può contattare l’Avsi direttamente nella sede centrale di Cesena: telefono 0547.360.811 - Fax 0547.611.290 - Internet www.avsi.org email sostegno.distanza@avsi.org. Oppure scrivere alla sede operativa a Brescia: avsipoint@brescia.cdo.it. La quota annuale per adottare un bambino a distanza è di 312 euro, l’impegno minimo va assunto per un anno.

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