Dal Giornale di Brescia del 12/06/2008
Svanito per indisponibilità dei fondi Ue il previsto trasferimento del Centro diurno nel Memorial Saleri, si cercano nuove soluzioni
Lume, Cvl cerca casa per disabili
Il servizio assiste venti persone: la nuova sede punta a sostenerne trenta
Angelo Seneci
LUMEZZANE
Si chiama «Il Cammino» ed è il centro diurno integrato per persone disabili (Cdd), uno dei diversi servizi che la Cooperativa Vigilio Caldera di Lumezzane svolge a favore delle persone in difficoltà. L’anno 2008 doveva essere quello della grande novità dell’inizio dei lavori in previsione del trasferimento in una nuova struttura, posta al piano interrato del memorial «Felice Saleri». Invece, tutto è stato rinviato a nuova data.
«Purtroppo - dice Giulio Pellegrini, presidente delle Cooperativa Cvl - il bando europeo a cui l’Amministrazione comunale aveva partecipato per ottenere il finanziamento, non è andato a buon fine. Quindi siamo al punto di partenza e nonostante la buona volontà di tutti e di tanti, dobbiamo guardare ad altre forme di finanziamento».
Oggi il centro diurno è ospitato presso la residenza Le Rondini occupando circa 500 metri quadrati, di cui 150 in realtà non sono usufruibili. La nuova struttura sarebbe stata invece di 750 metri quadrati, capace di ospitare 30 utenti contro i 20 ospiti di oggi, suddivisi in 12 maschi e 8 femmine con un’età media di 26 anni (il più giovane 17 anni, il più vecchio 47). L’ambito di residenza è nella famiglia per 14 utenti, mentre 4 vivono nella comunità alloggio.
Il servizio è fornito da un responsabile, al cui fianco operano 7 componenti del personale educativo e 3 unità di personale assistenziale. «Siamo dispiaciuti di non riuscire a soddisfare il bisogno del territorio», sottolinea Pellegrini, che, con i soci della cooperativa e con l’amministrazione, sta cercando strade alternative. Abituati ad affrontare problemi ogni giorno, i componenti della Cvl guardano avanti e sono coscienti che a fronte delle esigenze esistenti debbono rispondere direttamente.
«Dobbiamo avere la forza e la voglia di fare noi il passo» dice Pellegrini. Il costo della realizzazione, con immobile arredato - ricorda sempre il presidente - si aggira intorno ai 700.000 euro. Abbiamo dei contatti con una struttura delle cooperative appositamente costituita per facilitare interventi di carattere immobiliare per trovare il modo di finanziare l’operazione».
Il Centro diurno per disabili fornisce assistenza continua ed interventi socio-sanitari-educativi-riabilitativi ad alto grado di integrazione, mirati e personalizzati, tesi a favorire la cura personale, la qualità della vita e l’integrazione sociale degli ospiti sia nel Cdd sia nel territorio di appartenenza. Il Cdd si configura come struttura d’appoggio alla vita familiare, con l’obiettivo di aiutare la famiglia e di permetterle di mantenere al proprio interno la persona disabile.
A fianco dell’attività programmata ci sono tutte quelle attività «straordinarie» svolte in momenti particolari dell’anno o legate ad eventi particolari. Tali attività, sottolinea il responsabile del Cdd Ilario Trivella, sono per lo più legate a finalità di integrazione sociale, di socializzazione e partecipazione, conoscenza ed esplorazione del territorio e sensibilizzazione.
Tra quelle svolte in collaborazione con altre realtà valgobbine vi sono le Bancarelle mercato, con l’esposizione di prodotti realizzati all’interno delle attività dei laboratori; la partecipazione a gite integrate con le scuole dell’istituto superiore Moretti di Lumezzane; l’organizzazione della giornata con il Club Motori storici di Lumezzane, dove i ragazzi provano l’ebbrezza di circolare su vetture storiche; la partecipazione ad alcune attività integrate con il gruppo Cai di Lumezzane con gite in alta montagna.
In attesa di verificare novità sulla nuova sede, la Cvl ha avviato recentemente un’altra operazione: l’acquisizione di un appartamento, oggi in fase di arredo, che da fine luglio ospiterà una persona oggi ospite della comunità «Felice Saleri», in grado di vivere da solo. «Si tratta di una persona che ha già il proprio lavoro e che riteniamo possa vivere in una propria casa».
«Si tratta di una sperimentazione: in base al risultato che otterremo, potrebbe essere estesa ad altri».
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