LE NEWS DEL NON PROFIT DAL GIORNALE DI BRESCIA
Dal Giornale di Brescia del 16/06/2008
PER L’OSPEDALE ONCOLOGICO DEGLI AMICI DI RAPHAEL
«Laudato sì», per i malati e chi li cura
Occorre una straordinaria riserva di solidarietà e risorse per dar vita e poi tenere in vita il «Laudato sì’» che si avvia a compimento in riva al lago di Rivoltella. Don Pierino Ferrari, ideatore dell’impresa e presidente della fondazione che l’ha assunta, propone l’immagine di un enorme forziere, ricco del bene possibile e accessibile con migliaia di chiavi: quelle consegnate ieri al Palabrescia segnano le prime tappe raggiunte, nella realizzazione dell’ospedale oncologico per prevenire il tumore e curare i malati con il massimo possibile della scienza medica e della sensibilità umana. «Diventa anche tu sentinella del Laudato sì’», diceva la scritta d’accoglienza ai molti Amici di Raphael e alle potenziali sentinelle che ieri hanno animato la struttura di via Ziziola. Un plastico proponeva le caratteristiche dell’edificio che prende nome dalla preghiera di San Francesco e che si avvia al completamento previsto per il 2010, su quindicimila metri quadrati in zona di grande pregio, con un investimento complessivo di trenta milioni di euro. Francescane sono le fondamenta dell’opera, in un luogo che per quarant’anni è servito alla formazione dei frati Minori Conventuali e che vede le Missionarie Francescane del Verbo Incarnato coinvolte con le associazioni onlus Comunità Mamré e Comunità del Cenacolo nel sostegno del progetto, al culmine di un impegno ventennale del sacerdote originario di Clusane, a servizio di chi soffre e fa prevenzione del male. Sono più di tremila le «sentinelle» oggi attive, con i loro versamenti periodici e con l’opera di sostegno, per assicurare al «Laudato sì’» l’indipendenza della gestione e la fedeltà agli ideali che l’hanno fatto nascere. Don Pierino Ferrari non mette limiti alla Provvidenza e immagina centomila accessibili «toppe» nel grande forziere della carità cristiana. «Con l’anima del contemplativo e con le braccia dello scaricatore di porto, ci impegniamo a onorare la dignità della persona - ha detto ieri durante la celebrazione al Palabrescia -, perché, se in salute, la custodisca e, se malata, venga curata con scienza, coscienza e amore». Per la scienza, è in via di allestimento una sala congressi dove far convergere gli incontri di aggiornamento. Risale al 1986 l’inaugurazione del primo ambulatorio di prevenzione oncologica a Calcinato, primo di una serie, ma fin dal 1971 i gruppi che fanno capo a don Ferrari accolgono persone bisognose di attenzione e assistenza: la lunga vicenda è stata riassunta in un breve cenno storico nell’omelia al Palabrescia. Oggi «si corre, si deve correre», ha detto don Pierino e c’è bisogno di «una grande polifonia delle Sentinelle che lodano Dio, occupandosi dei malati e di quelli che li curano». In un’auspicabile sinergia tra onlus e istituzione pubblica, il grande ospedale richiede «personale professionalmente eccellente, tra cui emergano vergini sagge; famiglie che educano i propri figli all’amore genuino; sacerdoti con i quali fare Chiesa; malati che offrano il prezzo delle loro sofferenze; scienziati che scoprono l’elisir d’amore, nascosto nella natura per restituire salute ai malati». L’arrivo della fiaccola del «Laudato sì’», portata dai podisti di Camignone e accompagnata dal gruppo Ducati di Brescia, ha dato il via all’incontro: l’hanno accolta le note del corpo musicale di Passirano e Villongo e le evoluzioni degli sbandieratori di Bornato. Il coro Callido di Sarnico ha preso parte alla celebrazione liturgica. Al buffet è seguito il momento di verifica del cammino progettuale e in questo si è inserita la consegna delle simboliche chiavi della generosità. Elisabetta Nicoli.
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