Le mostre a Brescia e provincia...
Centri benessere, beauty farm e terme...
Gli appuntamenti in programma a Brescia e provincia.
Il 20 Novembre e’ una data molto importante perche’ ricorre la giornata mondiale dei Diritti dell’Infanzia. In questa particolare giornata a Milano, presso la Clinica Mangiagalli, e’ stata inaugurata la “ruota della vita”. Non e’ la prima in Italia. A Brescia esiste gia’ da due anni.
Ma cos’e’ la ruota della vita o degli esposti?
Anticamente il termine “ esposto” stava per “ neonato abbandonato “.
L’ abbandono dei figli indesiderati era usanza comune in molte popolazioni. Nell’ antica Roma, per esempio, il padre che non desiderava riconoscere il proprio figlio, lo esponeva al pubblico presso la “ columna lactaria” e li’ il bambino o moriva di fame o veniva salvato da chi poi ne avrebbe fatto il proprio schiavo. Esisteva allora una cultura della morte molto sui generis che ben rispondeva alle esigenze egoistiche di chi voleva liberarsi di un fardello indesiderato. Con l’ avvento del Cristianesimo ed in particolare da Costantino in poi, la cultura della morte si trasformo’ in cultura della vita ed i bambini abbandonati , gli esposti ,venivano presi in cura dalla stessa comunita’ e gli infanticidi venivano puniti con la morte dell’ uccisore. Nascevano intanto i primi brefotrofi, in Medio-Oriente come in Occidente, ed a Milano nel 787 fu istituito il primo ospizio per i neonati abbandonati. Ma la prima ruota degli esposti nacque solo quattro secoli dopo in Francia. Si trattava di un piccolo cilindro di legno dove veniva posto il neonato. Un campanello avvisava che il cilindro stava ruotando all’ interno dell’ ospizio e li’ il piccolo veniva preso dalle mani amorevoli della guardiana di turno, la “ rotara “, che prestava i primi soccorsi. La ruota degli esposti in Italia comparve nel 1178 grazie a Papa Innocenzo III che, impressionato dai tanti cadaverini che venivano raccolti dai pescatori nel Tevere, volle che presso l’ Ospedale di Santo Spirito in Sassia, da lui istituito, fossero accolti gli esposti. Ben presto la ruota divenne il mezzo piu’ sicuro e sbrigativo per liberarsi di neonati indesiderati. All’ inizio della seconda meta’ del 1800 si contavano nel nostro paese circa 1.200 ruote. Il risultato di questo uso ed abuso della ruota fu che ogni anno circa 40.000 neonati venivano abbandonati ed ogni anno circa 150.000 bambini di eta’ inferiore ai 10 anni avevano bisogno di cure ed assistenza. L’ incapacita’ economica da parte dei brefotrofi di gestire un numero cosi’ elevato di bambini, l’alta mortalita’ infantile e la convinzione da parte delle autorita’ che la ruota rendesse troppo facile per chicchessia liberarsi di un figlio, portarono alla decisione di abolire la ruota degli esposti. La legge del 1865 fu applicata nelle differenti provincie in tempi diversi, a seconda della disponibilita’ economica e delle concezioni etiche delle stesse. La prima che aboli’ la ruota fu Ferrara nel 1867, a Brescia tocco’ nel 1871 e tutte le ruote scomparvero ufficialmente nel 1923 con il regolamento generale per il servizio di assistenza agli esposti del primo Governo Mussolini. Oggi la ruota degli esposti e’ di nuovo tra noi. A quasi mezzo secolo dalla chiusura della ruota dell’ Ospedale Maggiore di Brescia, la ruota per la vita e’ stata ripristinata presso gli “ Spedali Civili”. Funziona 24 ore su 24 e garantisce sopravvivenza e cura al neonato e nuova vita ed anonimato alla madre.
Oggi come ieri? Vecchie e nuove poverta’ si incrociano in una Societa’ aperta alla globalizzazione ma che porta nel suo interno i numerosi problemi non ancora risolti delle societa’ evolute. Quali le cause che oggi portano le mamme ad abbandonare i propri figli? Quale futuro aspetta gli esposti del terzo millennio? Come la legislazione tutela loro e chi di loro si libera? Cosa si puo’ fare per prevenire l’ abbandono dei bambini appena nati?
Di tutto cio’ si parlera’ in trasmissione con i seguenti relatori:
Dott.ssa Rosaria Avisani
Direttore del Servizio Infermieristico, Ostetrico, Tecnico, Riabilitativo
Azienda Ospedaliera, Spedali Civili di Bs.
Dott.ssa Lydia Keklikian
Mediatrice Culturale con laurea in Scienze Sociali
Prof. Gaetano Chirico
Direttore dell’ Unita’ Operativa e Terapia Intensiva Neonatale , Azienda Ospedaliera “ Spedali Civili “ di Bs.
Dott.ssa Donatella Mento, Avvocato civilista e amministrativista.