| Alle origini del calcio bresciano,
narrano le cronache, ci sono "un pallone
e cinque inglesi". La storia tramanda che tanti sono i giovanotti d'oltre Manica che nell'estate del 1905 vengono notati mentre si sgranchiscono le gambe nel cortile dello stabilimento Tempini, dove i cinque risultano occupati come opeai. I compagni di lavoro, a dire il vero, non sono subito contagiati dalla passione per il football che contraddistingue i britannici : "quelli sono matti da legare", par che fosse il loro commento abituale. Non così la pensano i loro figli, che passando davanti all'officina osservano estasiati le movenze del nuovo gioco. Cominciano così a fiorire minuscole formazioni d'avanguardia, composte da calciatori in erba. Ciascuna squadretta sfida l'altra in appassionanti tornei rionali: assai spesso — va aggiunto per dovere di cronaca — tali dispute finivano in gigantesche risse che coinvolgevano gli stessi calciatori e il pubblico. D'altronde il gioco era ancora grezzo e le regole pressoché del tutto ignorate. Ma a poco a poco, soprattutto con l'ausilio di altri stranieri capitati in loco (allora erano considerati tali anche i milanesi che si recavano a Brescia, attivo centro industriale, per lavorare negli stabilimenti) la tecnica va affinandosi. La passione per il nuovo gioco cresce rapidamente, tanto da spingere gli stessi praticanti a metter mano al portafoglio per creare campi e acquistare divise il più possibile uniformi: sborsano due o tre lire a testa al mese.Una cifra dignitosa per l'epoca. Siamo sempre nei primi anni del secolo: nasce allora la prima vera società bresciana, la "Liberi e Forti", che con le formazioni rionali ingaggia sfide a ripetizione: si gioca la domenicaa ma anche nelle sere dei giorni feriali. È dalla fusione tra la "Liberi e Forti" e le migliori squadre cittadine ( Gimnasium e U.S. Brescia ) che nel 1911 nasce il "BRESCIA FOOT-BALL CLUB". |
1911E' l'anno di nascita del "Brescia Foot-Ball Club", creato dalla fusione tra le migliori squadre rionali. Per i pionieri, casacca azzurra con banda bianca verticale. |
1925 Passano gli anni, il Brescia milita nel Campionato di prima divisione Lega Nord. Sulla maglia, sempre azzurra, il bianco si è ristretto ai laccetti sul collo. |
1929
Una novità importante : sulle casacche dei bresciani compare il motivo a "V" destinato a diventare il simbolo delle Rondinelle. |
1948
Alcuni sostanziali cambiamenti nelle divise del Dopoguerra della compagine bresciana : la scollatura diventa a "V", il colletto è azzurro su maglia bianca. |
1954
Girocollo spartano completamente azzurro. |
1966-67 La maglia ufficiale della stagione 1966-67, qui mostrata da Robotti. |
1969
Simoni: maglia azzurra con banda bianca trasversale sul petto e collo e risvolti bianchi. |
1976
Il motivo a "V" si riduce notevolmente, compare la Leonessa simbolo della città.Nella foto, Salvi. |
1978
La "V" è scomparsa, la leonessa è grande e bianca. |
1979
Un nuovo motivo a striscie sottili bianche e azzurre per la promozione in A. Foto, Iachini. |
1981
Colletto a sottili righe blu su bianco. Sulle spalle e le maniche , una striscia dove bianco e azzurro si intrecciano. foto, Fanesi. |
1986-87
Prima Maglia. Foto, Chiodini. |
1989Bianco e azzurro miscelati.Stemma cittadino con dicitura latina.Nella foto, Spelta. |
1990-91
Ritorno al passato, con un grande motivo a "V" che campeggia sull'azzurro della tradizione. Stesso disegno sulla scollatura.Nella foto, Citterio. |
1991-92
Versione in azzurro con motivo bianco a "V" per Ganz. |
1993
Maglia azzurra secondo tradzione. Nella foto, Neri. |
1994-95
Versione in Blu. Sul colletto, un motivo inedito. Foto, Nappi. |
2000-2001
Roberto Baggio indossa la maglia del Brescia |
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