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NUOVO STADIO
4. CONTESTUALIZZAIONE DELL'INTERVENTO E CRITERI COMPOSITIVI

L’area d’intervento vera e propria (mq 616.680) ha una configurazione longitudinale in senso nord-sud ed è delimitata ad est dall’aereoporto civile di Montichiari e ad ovest dall’attuale sedime della strada provinciale SP37; a nord, a brevissima distanza (circa 200m) esiste, sulla Goitese, lo svincolo della Fascia D’Oro che incanala attualmente i flussi verso sud per l’aereoporto e a nord per l’area produttiva Vulcania. Di fatto, anche se in maniera insufficiente, nella prospettiva di un suo effettivo sviluppo, l’area risulta attualmente già agganciata al sistema viario sovraccomunale (SS 236 e SP 37). Essa tuttavia diventerà a breve termine veramente strategica per una trasformazione urbanistica dalle forti ricadute in termini economici. E’ giunto infatti alla fase attuativa un massiccio programma di infrastrutturazione viaria di interesse provinciale oltre al completamento di realizzazioni già in corso da tempo che la interessano direttamente. Senza alcuna forzatura adattiva ai programmi sopra citati l’area si troverà nell’arco di 3/4 anni ad essere una vera cerniera territoriale per i nodi viabilistici più importanti del sistema centrale bresciano e quindi dell’intera Provincia. Indipendentemente dall’evoluzione dell’aereoporto civile che comunque rimane attivo e dall’esito delle scelte riguardanti il tracciato dell’alta Capacità, quest’area, come si evince dalle progettazioni stradali esecutive in corso sarà lambita dal prossimo completamento della SP 19 e dalla bretella di collegamento tra la SS11, il casello di Brescia est e la SP37, che baypassando la SS236 avrà uno svincolo dedicato al futuro stadio, per poi scendere fino a raggiungere la SS666 Lenese che attraversa a sud la pianura bresciana in senso est-ovest.

Questa armatura infrastrutturale che si va realizzando crea una straordinaria opportunità per annettere l’area al sistema economico bresciano con funzioni di alto livello prestazionale (sportive, ricreative, ricettive, terziarie e commerciali) e con un impatto contenuto per quanto riguarda gli aspetti paesistico - ambientali. Infatti la forte armatura che verrà creata ai bordi dell’area, se da una parte la renderà ottimale per la facile accessibilità (che è un requisito fondamentale per la creazione di nuove polarità) sotto il profilo paesistico di fatto la declassa ad un rango inferiore, rispetto alla campagna circostante ancora rappresentativa del paesaggio agrario di pianura. Essa verrà percepita, a programmi stradali ultimati, come un lungo ritaglio topografico, un brano marginale di campagna compresa tra l’area urbanizzata del villaggio militare ad est, l’edificazione confusa a nord, in prossimità dello svincolo della Fascia D’oro e la grande arteria di circa trenta metri a doppio senso di marcia in lato ovest. L’area risulterà pertanto separata e recisa rispetto alla continuità del sistema agro-produttivo di contorno. Dal punto di vista compositivo, l’impianto del futuro insediamento asseconda nella giacitura i grandi tracciati esterni, riproducendo al perimetro interno dell’area una robusta viabilità di servizio, scandita ad intervalli pressoché regolari, da attraversamenti trasversali che definiscono con chiarezza i vari episodi nei quali si articola il progetto: lo stadio con il suo grande parcheggio a sud, il nucleo frazionale in estensione della cascina Fenil Novo preesistente nella parte centrale e la struttura commerciale-terziaria a nord. Per mitigare l’impatto visivamente turbativo del grande parcheggio dedicato allo stadio è previsto un ribassamento di ml 3,50 opportunamente modellato e alberato così da nascondere la presenza ingombrante di migliaia di automezzi, rispetto all’immagine consolidata della campagna.
L’organizzazione interna del progetto, nella quale prevale il segno longitudinale intercalato da brevi collegamenti trasversali vuole essere un chiaro riferimento alle tessiture del contesto esterno che caratterizzano un paesaggio agrario ancora riconoscibile, compreso tra la collina di Castenedolo , l’aereoporto di Ghedi e quello di Montichiari. La scansione degli appoderamenti accentuata dalle linee dei filari, la rete irrigua e le strade minori, sulle quali sono ancorate alcune cascine ancora espressive, creano un telaio di riferimento abbastanza connotativo per il territorio circostante pur nella irregolarità delle sue varie configurazioni morfologiche. I tracciati ordinatori del progetto e i grandi viali pedonali interni all’area, valorizzati dalla messa a dimora di lunghe alberate disposte a filare, sui quali si è organizzato l’intero insediamento, risultano in coerenza planimetrica con l’andamento del sistema delle permanenze esterne che connotano la campagna storica circostante (il passato) ed anche con i segni più forti e decisi ma ugualmente vincolanti, delle grandi infrastrutture di scala territoriale che a breve delimiteranno l’area (il presente che avanza). A nord e a nord-est il contesto è parzialmente compromesso da consistenti episodi edilizi di urbanizzazione e di sub-urbanizzazione periferica con immagini banali che unitamente alla diffusa presenza di cave e discariche generano confusione visiva e fenomeni di degrado. Ad ovest della futura struttura commerciale, un sottopasso alla bretella di raccordo tra il casello di Brescia est e la SP37 permetterà di inglobare nel progetto un’area di circa 50.000mq da destinare ad attività sportive e ricreative.
Al fine di non creare competizione visiva con la presenza del nucleo della cascina Rodenga, si è preferito ribassare di alcuni metri la quota dell’intero piano di utilizzo per le attività a cielo aperto. Il fabbricato previsto conterrà palestre, piscina e fitness e avrà una copertura piana, attrezzata con tetto giardino che non emergerà dal livello attuale della campagna. In tal modo non si creeranno interferenze con la percezione integrale del quadro paesistico di contorno alla cascina Rodenga. Il peso insediativo dell’intero intervento proposto, per quanto riguarda l’effettiva occupazione di suolo (superfici coperte e strade di servizio), escludendo le vaste aree trattate a parcheggio filtrante, alberato e le aree a verde ornamentale, risulta modesta (circa un terzo dell’intera area disponibile). L’atteggiamento progettuale di dialogo e non di contrapposizione con gli elementi che caratterizzano il contesto paesistico per quanto riguarda i tracciati e l’equipaggiamento del verde ornamentale ha determinato anche le scelte formali e stilistiche dell’intero progetto, improntato culturalmente ad “un moderno regionalismo” che vuole coniugare il pregio della tradizione con una tecnologia recente, così da ottenere un prodotto architettonico non urlato né autoreferenziale. Un architettura durevole nel tempo che non rappresenti una sorta di fiera delle vanità tanto esibizionistica quanto effimera ma che riesca a conferire all’area l’identità di un “luogo centrale” non conflittuale con il paesaggio circostante, così da riqualificare visivamente anche l’immagine disordinata degli insediamenti a nord lungo la Goitese. La sommatoria dei vari edifici tra loro ben distanziati ma legati da un unico filo conduttore con elementi architettonici ripresi dal vocabolario della tradizione, con materiali appropriati come il mattone e l’acciaio per lo stadio e il centro commerciale, l’intonaco lombardo a tinte calde per il piccolo nucleo frazionale costruito intorno alla cascina preesistente, riprendendone la morfologia a corte (chiaro rimando alla presenza in lato ovest del nucleo agricolo della Rodenga) vogliono creare un’immagine estetica omogenea pur nella varietà delle componenti che la determinano.
L’insieme architettonico dovrà suscitare un sentimento rassicurante come se i vari manufatti fossero lì da lungo tempo, non estranei al luogo, grazie alla loro capacità di inserirsi nel contesto e insieme di prefigurarlo, creando “un brano costruito” dove sia possibile riconoscersi e forse un giorno identificarsi.

1. PREMESSA
2. LA SITUAZIONE ATTUALE
3. L'AREA DI INTERVENTO
5. IL NUOVO STADIO
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